CERTOSA CANTÙ
Palazzo Certosa Cantù fu realizzato a Casteggio tra il 1695 e il 1705, sul versante del colle che porta verso la Valle del Rile. Per i Certosini non vi era luogo migliore forse in tutto l’Oltrepo per insediarvi una costruzione così importante: vicina alla dominante chiesa parrocchiale di San Pietro Martire, nell’antico borgo romano. Dopo molti anni in cui sembrava diretto al degrado, l’edificio è stato interessato da una lunga opera di restauro da parte dell’amministrazione comunale che si è conclusa nel 1999. Il complesso, al quale si accede dall’ingresso principale attraverso un portale di granito rosa, è in mattoni a vista e riporta segni di intonaco antico.
Oltrepassando l’androne archivoltato che si incontra dopo il portale, si arriva al cortile interno. A sinistra si trova il corpo principale, mentre a destra c’è il corpo ad “L” capovolta con all’interno il Museo Archeologico e una Sala Auditorium. Nel centro del cortile, dove in passato era posta un’antica cisterna interrata, si trova un pozzo di granito con una struttura in ferro e rame a forma di cupola. Oltre al lato a ovest, che oggi contiene il museo, è stato restaurato anche il lato nord. A est si trova il palazzo principale a due piani parzialmente cantinati.

Nel piano interrato, molto ampio, le stanze sono racchiuse da diversi tipi di volte in mattoni a vista. Nel piano terreno, collegato al sottostante da due scale, ci sono due file di sale che, sul lato che dà sul cortile, sono intercalate da ampi archi protetti da vetrate. Alcune sale di questo piano sono occupate dal 1999 dalla biblioteca civica Pelizza Marangoni di Casteggio.
Il primo piano, che si collega al piano terreno con un’imponente scala in pietra, ha la stessa superficie del piano sottostante. In fondo a un lungo corridoio che si affaccia sul cortile interno, si trova una piccola cappella contenente una raffinata decorazione settecentesca. In alcune sale dei due piani citati si possono trovare soffitti in legno o con travi decorate. Nei locali restaurati sono disponibili, oltre al Museo Archeologico, ampi spazi per mostre e attività culturali.
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